Quantcast
Channel: OperaeOpera – theatre and other arts
Viewing all articles
Browse latest Browse all 535

UNA NOTTE DI CASANOVA al Festival Teatro Romano Volterra

$
0
0

di Natalia Di Bartolo –  Il testo di Franco Cuomo, Simon Domenico Migliorini protagonista e regista, in scena in chiusura del XXIII Festival internazionale volterrano 2025.


Affrontare il testo di Franco Cuomo Una notte di Casanova significa confrontarsi con una scrittura stratificata, a tratti labirintica, che rievoca il mito dell’avventuriero veneziano spogliandolo della leggerezza aneddotica e restituendolo come figura umana e intellettuale complessa. È un’opera che non indulge al pettegolezzo biografico, ma affonda nelle ombre di un’esistenza sospesa fra memoria e rimpianto, fra eros e disincanto. Portarlo in scena oggi implica una scelta di coraggio: misurarsi con un testo lungo, articolato, che rischierebbe di smarrirsi se non guidato da una regia capace di equilibrio e sintesi.

Simon Domenico Migliorini, in veste di regista e protagonista, nello spettacolo di chiusura, tradizionalmente di produzione del Festival Internazionale del Teatro Romano di Volterra, da lui ideato e diretto, giunto quest’anno alla XXIII edizione, ha saputo cogliere la sfida. La sua riduzione scenica, mirata a restituire la sostanza poetica e drammatica del lavoro di Cuomo senza appesantirne i tempi, ha donato respiro e agilità a uno spettacolo che, nella sua forma originaria, poteva risultare arduo. L’intervento registico non è mai stato arbitrario: piuttosto una tessitura attenta, che ha alleggerito i passaggi ridondanti e rafforzato i nuclei tematici, lasciando emergere l’essenza della pièce.

Sul palco, Migliorini ha incarnato un Casanova maturo, riflessivo, ormai distante dalle avventure giovanili ma ancora attraversato da un fremito di vitalità. Non il seduttore stereotipato che la cultura popolare ha spesso consegnato alla memoria collettiva, bensì un uomo di pensiero, un intellettuale inquieto, un viaggiatore della mente oltre che dei sensi. La sua recitazione, intensa ma misurata, ha saputo dare voce a un personaggio in bilico fra confessione e autoanalisi, evitando qualsiasi tentazione di declamazione enfatica. La voce profonda, la gestualità calibrata, la capacità di scolpire le pause hanno restituito un ritratto in cui nostalgia e lucidità si intrecciano senza mai cedere al sentimentalismo.

Accanto a lui, Maria Carla Generali e Greta Gallotti hanno interpretato le figure femminili evocate dalla memoria del protagonista. Non personaggi monolitici, ma apparizioni sfaccettate: muse, amanti, fantasmi, desideri incarnati. Le attrici hanno saputo passare con fluidità dal registro lirico a quello corporeo, diventando di volta in volta figure eteree o presenze dirompenti. La loro duttilità scenica ha arricchito lo spettacolo di contrasti e sfumature, contribuendo a creare un tessuto drammaturgico di grande varietà.

Il contributo visivo dei costumi firmati da Gabriella Panza è stato importante: non semplici abiti, ma vere e proprie architetture di scena che hanno collocato gli attori in un contesto settecentesco evocativo, senza mai scadere nell’oleografia. Il dettaglio dei tessuti, la ricercatezza delle linee, la capacità di suggerire epoche e atmosfere hanno reso i corpi scenici portatori di memoria storica e immaginativa.

A sostenere e amplificare la parola scenica sono intervenute le musiche originali di David Dainelli. La loro presenza non ha avuto il ruolo di mero accompagnamento, ma si è configurata come un controcanto drammaturgico: ora sottolineando la malinconia dei ricordi, ora accendendo i momenti di tensione emotiva, ora avvolgendo lo spettatore in un’atmosfera sospesa. L’intreccio fra voce, gesto, costume e suono ha prodotto un impasto scenico ricco e stratificato.

La scelta di presentare lo spettacolo in quattro repliche – due a Volterra al Teatro Romano, con première giorno 1 agosto 2025; una a Cecina, nell’ambito della II edizione di “Gens Caecina”, Festival Internazionale d’Arte performativa, diretto dallo stesso Migliorini nella vicina cittadina toscana (in cui gli è stata consegnata una targa di riconoscimento speciale proprio per la direzione del giovane Festival) e una, nell’ambito della Manifestazione “Città in scena”, nell’etrusca Cerveteri, quest’ultima legata al recente gemellaggio con l’altrettanto etrusca Volterra – ha dato al lavoro una risonanza territoriale significativa. La risposta del pubblico è stata generosa: rilevante affluenza, attenzione partecipe, applausi convinti. Ciò dimostra come un testo di forte densità culturale e letteraria, se affidato a una regia sensibile e a interpreti di valore, possa ancora incontrare il gusto e la curiosità di spettatori di oggi.

In definitiva, Una notte di Casanova si è rivelata non solo un omaggio al mito letterario e biografico del celebre veneziano, ma soprattutto un viaggio interiore, un’indagine sull’identità e sulla memoria, che la regia di Migliorini ha saputo rendere viva e comunicante. Uno spettacolo colto e raffinato, ma mai elitario; un teatro che guarda al passato per interrogare il presente, restituendo al palcoscenico la sua funzione più autentica: quella di specchio e rivelazione.

Natalia Di Bartolo

Foto Associazione GIAN Volterra

 

L'articolo UNA NOTTE DI CASANOVA al Festival Teatro Romano Volterra sembra essere il primo su OperaeOpera.


Viewing all articles
Browse latest Browse all 535

Trending Articles


HOY PANGIT, MAGBAYAD KA!


Henry el monstruo feliz para colorear e imprimir


Dama y vagabundo para pintar


Girasoles para colorear


Good Morning Quotes


RE: Mutton Pies (jameskoiman)


Hagibis (1946) by Francisco V. Coching


Ka riam ka beit bad ka por riam


Vimeo Create - Video Maker & Editor 1.6.0 by Vimeo Inc


Vimeo 3.42.1 by Vimeo Inc